La figlia dell'Avvocato "Troppo facile nascondersi dietro mio padre "
Gabetti fa sapere di essere "fortemente rattristato per le malevole insinuazioni moltiplicate dalla signora De Pahlen nei confronti di suo padre".
Il riferimento è alla richiesta di trasparenza avanzata dalla figlia di Gianni Agnelli sull'Opa Exor del 1998 e sull'ipotesi, fatta dai consulenti finanziari della signora, che con quella operazione i soci anonimi di Exor (lo stesso Avvocato?) abbiano nascosto all'estero 1,4 miliardi di euro. I legali di Gabetti sottolineano che la causa riguarda solo gli eredi diretti dell'Avvocato e con questo sembrano considerare la vicenda Opa fuori dal processo in corso. Inoltre la vedova di Agnelli, Marella Caracciolo, ha presentato un'istanza in Svizzera perché la giustizia elvetica definisca valida la divisione ereditaria tra la madre e la figlia stabilita a Ginevra nel 2004.
In una dichiarazione diffusa ieri mattina Margherita Agnelli definisce "corretta" la divisione del 2004 ma, fa osservare il suo legale, Girolamo Abbatescianni, "l'articolo 762 del codice civile precisa che l'omissione di uno o più beni dell'eredità non dà luogo a nullità della divisione ma solo a un supplemento della divisione stessa". In sostanza, se in un momento successivo alla divisione dei beni del defunto si scopre l'esistenza di un ulteriore patrimonio, quest'ultimo va diviso tra gli eredi senza rimettere in discussione la spartizione originaria. Così se si accertasse che effettivamente il miliardo e 400 milioni dell'Opa Exor era di proprietà dell'Avvocato, quei soldi andrebbero divisi tra la vedova e la figlia senza invalidare quanto era già stato stabilito nel 2004.
Nella sua dichiarazione in risposta a quella di Gabetti, anche Margherita Agnelli di dice "rattristata". Considera "paradossale" che le si chieda di conoscere l'entità dell'eredità percepita, ciò di cui Gabetti "è perfettamente a conoscenza" mentre "da sei anni la mia unica richiesta è quella di ottenere chiarezza sul patrimonio di mio padre". Poi l'accusa più pesante: "Non capisco per quale motivo il dottor Gabetti si ostini a chiamare in causa mio padre, un uomo straordinario dietro la cui figura è fin troppo facile nascondersi".
rep.it ETTORE BOFFANO e PAOLO GRISERI, 13 giugno 2009
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