È di nuovo scontro frontale sull’eredità di Giovanni Agnelli dopo il deposito, l’altro ieri al Tribunale civile di Torino, delle memorie finali nella causa che vede Margherita Agnelli de Pahlen, figlia dell’Avvocato, contro la madre, Marella Caracciolo, due storici professionisti vicini alla famiglia, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, e contro il commercialista svizzero Siegfried Maron. Nelle carte, secondo i legali di Margherita Agnelli, ci sarebbero le tracce, ha scritto ieri la Repubblica, di un «tesoro nascosto » da 1,4 miliardi di euro appartenente al padre e non conosciuto all’epoca della suddivisione dell’eredità. «Accuse inconsistenti — è stata la replica dell’accomandita Agnelli — gli avvocati risponderanno punto per punto ».
Nel ’98 l’accomandita Agnelli lanciò un’Opa sulla sua partecipata Exor e aderirono, facendo cassa, tutti i soci, compreso Giovanni Agnelli per la quota che, secondo la memoria, faceva capo a fiduciarie. È a questo punto che si sarebbe creata la disponibilità a cui farebbero riferimento le carte depositate dagli avvocati di Margherita.
La replica è arrivata ieri pomeriggio con una nota durissima della Giovanni Agnelli & C, l’accomandita che raggruppa tutta la famiglia «allargata» (da cui Margherita uscì nel 2004).
Mario Gerevini, Corriere della sera 12/06/2009
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