venerdì 12 giugno 2009

Appuntamento alla prossi­ma udienza, fissata per il 30 giugno.

È di nuovo scontro frontale sull’eredità di Giovanni Agnelli dopo il deposito, l’altro ieri al Tribu­nale civile di Torino, delle memorie finali nella causa che vede Margherita Agnelli de Pahlen, figlia dell’Avvoca­to, contro la madre, Marella Caracciolo, due storici pro­fessionisti vicini alla fami­glia, Gianluigi Gabetti e Fran­zo Grande Stevens, e contro il commercialista svizzero Siegfried Maron. Nelle carte, secondo i legali di Margheri­ta Agnelli, ci sarebbero le tracce, ha scritto ieri la Re­pubblica, di un «tesoro na­scosto » da 1,4 miliardi di eu­ro appartenente al padre e non conosciuto all’epoca del­la suddivisione dell’eredità. «Accuse inconsistenti — è stata la replica dell’accoman­dita Agnelli — gli avvocati ri­sponderanno punto per pun­to ».
Nel ’98 l’accomandita Agnelli lanciò un’Opa sulla sua partecipata Exor e aderi­rono, facendo cassa, tutti i soci, compreso Giovanni Agnelli per la quota che, se­condo la memoria, faceva ca­po a fiduciarie. È a questo punto che si sarebbe creata la disponibilità a cui farebbe­ro riferimento le carte depo­sitate dagli avvocati di Mar­gherita.

La replica è arrivata ieri pomeriggio con una nota du­rissima della Giovanni Agnelli & C, l’accomandita che raggruppa tutta la fami­glia «allargata» (da cui Mar­gherita uscì nel 2004).

Mario Gerevini, Corriere della sera 12/06/2009

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